Stagioni in Città

Stagioni in Città, ovvero le Avventure di Marcovaldo

con Elena Alfonsi, Alessandro Balestrieri, Danilo Sarego e Andrea Zaccheo

drammaturgia e regia Titta Ceccano

musiche e canzoni Cerino

In mezzo alla città di cemento e asfalto, Marcovaldo va in cerca della Na­tura. Ma esiste ancora, la Natura? Quella che egli tro­va è una Natura dispettosa, contraffatta, compromes­sa con la vita artificiale.      Personaggio buffo e melanco­nico, Marcovaldo è il protagonista d’una serie di favo­le moderne che presentano scene di vita contemporanea.

Lo spettacolo che ci ridà integralmente cinque delle venti novelle del libro è arricchito da canzoni ispirate alle altre avventure del protagonista. In scena quattro personaggi strampalati, figli di Tatì cosi come di Totò ci portano nel mondo di Marcovaldo come in un quadro di Magritte.

[Alessandro Izzi_CLOSE-UP_ 19.012016] L’operazione pensata da Titta Ceccano è ardita e nuova. Le parole calviniane, qui, non sono spunto per un libero esercizio della fantasia, ma spina dorsale di un’intera riscrittura che passa per tutti i gradi possibili della messa in scena. Camminando sulle bocche degli attori che le lanciano verso il pubblico lasciandole in uno stato liminale tra il semplice gesto sonoro e il suo necessario rimando ad un significato.
In questo modo la storia raccontata, prima ancora che essere pagina di un libro messa in voce, diventa spazio per una partitura tutta musicale che invita a ogni passo a guardare oltre e sotto le cose raccontate.(…)
La voce e il suo spazio diventano così gli unici veri elementi della scena, la regia diventa partitura, rigida e forte, e la messa in scena un mirabile quartetto per voci e gesti in cui riconosci in bella mostra, uno a uno, tutti i luoghi comuni dello spettacolo per ragazzi, ma riportati in un balletto astratto in cui ti sembra quasi che Duchamp incontri i colori di Chagall e il senso continuo dell’altrove di un Magritte.

Stagioni in Città, ovvero le Avventure di Marcovaldo è uno spettacolo da vedere con le orecchie e da ascoltare con gli occhi.
Uno spettacolo che ha trovato il motivo di gran parte della sua poesia nel perfetto affiatamento degli interpreti: un quartetto di giovani attori che dire formidabile è poco.
Tenendosi a un passo dal mimo e a un altro dal canto, l’ensemble di artisti lavora sui tempi della messa in scena con una precisione a tratti millimetrica.

http://www.close-up.it/stagioni-in-citta-ovvero-le-avventure-di-marcovaldo